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Dante profeta di speranza e cambiamento, in grado di guidare l'uomo nelle "tante selve oscure" della storia, nell'omaggio di papa Francesco.

Dante sommo poeta, capace di commuovere anche con la teologia, e insieme politico che pensò a fondare un suo partito personale, "insomma il Pd dell'epoca", nella performance di Roberto Benigni.

Solennità e pathos, citazioni illustri e sberleffo ironico punteggiano l'apertura delle celebrazioni per i 750 anni dalla nascita dell'autore della Commedia, in un'aula di palazzo Madama gremita di personalità, su tutte il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e il presidente del Senato Pietro Grasso, esponenti delle istituzioni, parlamentari, artisti, studenti.

L'attesa è tutta per Benigni, che della lectura Dantis ha fatto da anni un viaggio nelle passioni e nelle debolezze umane, con imprevedibili guizzi sull'attualità. Il premio Oscar entra (senza saltellare), sorride all'emiciclo, ricambia scherzosamente il saluto del pontefice. Poi è subito show: l'atmosfera è istituzionale, ma l'occasione è troppo ghiotta, con le polemiche sulle riforme e la Camera a due passi impegnata nel voto finale sull'Italicum con i maldipancia nel Partito democratico.

"Questo anniversario cade al momento giusto: se fosse arrivato tra due anni il Senato non ci sarebbe stato più, abolito", è l'esordio folgorante dell'attore e regista, abito scuro e camicia bianca, niente cravatta. "Questo è proprio un posto dantesco. Del resto Dante si è occupato di politica, intendeva la politica come dovrebbe essere considerata oggi, poter servire, costruire. Era impegnatissimo, ma si è fatto molti nemici per il suo caratteraccio.

Del resto, si sa - arriva la stoccata sul premier italiano Renzi - che i politici fiorentini hanno un caratteraccio. Non gli andava bene essere guelfo, bianco o nero, né ghibellino. Voleva far parte per se stesso, fondare il partito personale di Dante, insomma il Pd dell'epoca".

Benigni si concentra poi sulla Commedia, "un vero miracolo", "l'apice della letteratura mondiale, scritta in una lingua che pur avendo oltre 700 anni è ancora comprensibile". Esalta il Medioevo, secolo in cui sono nati "l'Europa, la finanza moderna, i liberi comuni, il laicismo e perfino la psicoanalisi, con l'istituzione della confessione una volta l'anno e poi una volta al mese".

Poi recita a memoria, tra rapimento e commozione, il canto XXXIII del Paradiso, il più difficile ma anche il più bello, "perfetto come un alveare, come un diamante". E dopo averlo ascoltato in religioso silenzio, l'aula gli tributa la standing ovation.

Prima dell'intervento di Benigni, tocca al cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, fare una "professione personale di amore per Dante" e poi leggere il messaggio del pontefice, che rende "onore" al poeta e auspica che la sua opera, "paradigma per ogni autentico viaggio" dell'umanità, accompagni tutti nel percorso del Giubileo della misericordia.

A Grasso, padrone di casa, il compito di rilanciare l'attualità del pensiero e dell'opera di Dante, "sempre viva in ogni settore della cultura, della scuola, ma anche fuori dagli ambienti accademici", per "ribadire la volontà di riscatto morale attraverso la cultura" dell'Italia. Nel mondo pensando all'Italia si pensa immediatamente a Dante", sottolinea il ministro di Beni culturali e Turismo Dario Franceschini, che cita le "oltre 170 iniziative" che proseguiranno fino al 700esimo anniversario della morte del poeta, nel 2021.

In aula anche un omaggio in musica, con un primo assaggio del 'Canto dalla Vita nuova" composto da Nicola Piovani, con lo stesso premio Oscar al piano, Rossano Baldini alla tastiera e il soprano Rosa Feola. "Oggi - confessa poi Piovani - le emozioni si sommano: per me è stata la prima presentazione in pubblico di un piccolo estratto dell'opera", che sarà eseguita a giugno al festival di Ravenna. In aula anche il dg Rai Luigi Gubitosi e Giancarlo Leone, direttore di Rai1 che trasmette l'evento in diretta.

A completare la prima giornata di celebrazioni, la mostra di documenti - nella Sala Garibaldi - della più avanzata ricerca scientifica sull'opera di Dante, curata dal Centro Pio Rajna e visitata anche da Mattarella.

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SDA-ATS