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L'ex presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco - già ministro delle finanze italiano, sindacalista e ultimo segretario nazionale del PSI prima di entrare nella direzione nazionale del Partito democratico - è stato condannato oggi in primo grado a nove anni e sei mesi di carcere e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici nell'ambito del processo riguardante tangenti nel mondo della sanità privata abruzzese. Lo scandalo era scoppiato nel 2008 e aveva travolto la Giunta regionale, con l'arresto temporaneo di Del Turco e di diversi assessori, ex assessori e alti funzionari.

La sentenza è stata emessa dal Tribunale collegiale di Pescara (dopo oltre quattro ore di Camera di consiglio. I pubblici ministeri Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli avevano chiesto 12 anni.

Sono 25 in totale le persone giudicate per accuse che vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione, all'abuso, alla concussione, al falso, alla truffa, al riciclaggio.

Fra loro l'ex patron della casa di cura privata Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini, "il grande accusatore": dalle sue rivelazioni ebbe inizio la vicenda. Fu proprio l' imprenditore, che nel processo è sia imputato sia parte lesa, a dichiarare ai magistrati di aver pagato tangenti per circa 15 milioni di euro, in cambio di agevolazioni, ad alcuni amministratori pubblici regionali di centrosinistra e di centrodestra. E fu sempre lui a fare il nome di Del Turco come beneficiario di tangenti. Angelini è stato condannato oggi a tre anni e sei mesi di reclusione per corruzione.

Secondo l'accusa, in sostanza, dal 2003 al 2008 i vertici di due amministrazioni regionali, quella di Giovanni Pace prima e quella di Del Turco poi, sarebbero stati protagonisti di un malaffare che avrebbe portato pian piano al tracollo della sanità abruzzese.

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SDA-ATS