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Italia: a governo Monti fiducia del senato con 281 sì e 25 no

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 novembre 2011 - 22:30
(Keystone-ATS)

Il nuovo governo di Mario Monti ha ottenuto questa sera la fiducia dell'aula del Senato con 281 sì e 25 no. Erano presenti 307 senatori, e 306 hanno votato. La maggioranza richiesta era di 154 voti. Nella storia della Repubblica, l'esecutivo di Monti è quello che al Senato ha avuto più voti al suo insediamento.

Parlando con i giornalisti, la neo ministra di Grazia e Giustizia, Paola Severino, ha detto che il prossimo Consiglio dei ministri dovrebbe svolgersi la prossima settimana, ma è possibile anche che si tenga anche domani; tutto dipende dai tempi con i quali il nuovo governo otterrà la fiducia alla Camera.

Gli assenti al voto di fiducia in Senato sono stati in tutto quindici. Cinque senatori a vita: Giulio Andreotti, Carlo Azeglio Ciampi, Rita Levi Montalcini, Sergio Pininfarina, Oscar Luigi Scalfaro. Tra gli altri senatori assenti c'erano cinque del Pdl (il vicepresidente del Senato Domenico Nania; Esteban Juan Caselli; Giuseppe Firrarello; Mario Mantovani e Carlo Sarro) due del Pd (Nino Randazzo e Cecilia Donaggio) e due di Coesione Nazionale (Maria Giuseppa Castiglione e Alberto Filippi).

Con i suoi 281 sì (e 25 no), il governo Monti è quello che al Senato ha avuto più voti al suo insediamento nella storia della Repubblica. In precedenza, solo l'Andreotti IV aveva raggiunto i 267 sì (con soli 5 no), ma quell'esecutivo fu votato da entrambe le Camere il 16 marzo del 1978, lo stesso giorno del rapimento di Aldo Moro. Si trattava allora del momento dell'emergenza per il terrorismo e il PCI votò la fiducia insieme alla DC, in uno spirito di solidarietà nazionale. Oggi, nei giorni in cui l'emergenza è economica, l'esecutivo Monti ottiene un consenso ancora più ampio.

Nel '95 si fermò a 191 sì il governo Dini. Che resta il terzo esecutivo per numero di voti a Palazzo Madama, avendo battuto per un solo sì altri due governi. Il Rumor IV ottenne infatti la fiducia il 18 luglio del 1973 con 190 sì contro 120 no e il Moro IV ebbe al Senato il 5 dicembre 1974 190 voti favorevoli e 113 no.

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