Ad oggi a Rimini "il 20% degli hotel potrebbe non riaprire" questa estate. Ad affermarlo è Patrizia Rinaldis, la presidente della sezione locale di Federalberghi, l'associazione di categoria che rappresenta gli interessi delle imprese alberghiere in Italia.

"Siamo ancora in un momento di totale incertezza - spiega - e per noi oggi il tempo ha un valore enorme. Ogni giorno che passa c'è il rischio che un'azienda non apra". La maggior parte degli hotel dovrebbe riaprire da metà giugno, secondo la presidente: "C'è comunque voglia di riaprire".

Il protocollo sanitario per gli hotel viene giudicato da Rinaldis come "fattibile. È tutto il resto che ci preoccupa". La prima incognita sono i clienti. "Non c'è la certezza della domanda turistica, di conseguenza è difficile fare una programmazione, assumere personale", spiega Rinaldis.

"Molti lavoravano solo con stranieri. Verranno fatti accordi bilaterali tra il governo e gli altri Stati? Non si sa". E le incertezze non finisco qui. "Non ci sono ancora i decreti attuativi sulla manovra - aggiunge la presidente - Se si conoscessero gli sgravi fiscali, un albergatore affronterebbe con maggiore serenità la stagione". Vanno poi avanti le rinegoziazioni degli affitti tra i gestori e i proprietari delle strutture. "Dove si sono raggiunti degli accordi, si apre. Dove non si sono raggiunti, si è ancora nel limbo - afferma Rinaldis - È interesse di ambo le parti venirsi incontro, perché un albergo chiuso e sfitto non produce niente".

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