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Italia: affluenza boom, 58,82% in E-R, cresce anche Calabria

Lucia Borgonzoni (Lega) al seggio di Bologna KEYSTONE/EPA/DRN ase sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 26 gennaio 2020 - 21:21
(Keystone-ATS)

Dopo anni in cui è stata in caduta libera, torna a crescere in modo significativo l'affluenza in questa tornata elettorale che vede al voto l'Emilia Romagna e la Calabria.

Un vero e proprio exploit è quello dell'Emilia Romagna, dove alle ore 19.00 è andato a votare il 58,82% con una crescita di oltre 28 punti e dunque una mobilitazione massiccia per questo voto che, nonostante le rassicurazioni degli esponenti della maggioranza, potrebbe avere effetti sul governo. D'altronde il movimento delle Sardine da una parte e il leader della Lega dall'altra hanno spinto da settimane alla partecipazione, fino a queste ultime ore.

In Calabria cresce di un solo punto l'affluenza, fermandosi alle ore 19.00 al 35,52% contro il 34,68% delle precedenti elezioni.

Il voto di oggi è considerato dalle opposizioni decisivo per dare una spallata al governo, qualora le due Regioni, fino ad oggi a guida centrosinistra, passassero in mano ai due candidati del centrodestra, soprattutto l'Emilia Romagna, dove il leader della Lega, Matteo Salvini, che da settimane si dice sicuro della vittoria, ha candidato Lucia Borgonzoni contro il governatore uscente espressione del Pd e del centrosinistra, Stefano Bonaccini.

In Calabria invece l'imprenditore Pippo Callipo, candidato dal centrosinistra, deve vedersela con Jole Santelli, deputata di Forza Italia di lungo corso, candidata governatrice, dopo lunghe trattative interne, per tutto il centrodestra unito.

In Emilia Romagna il dato delle precedenti elezioni regionali - il 23 novembre 2014 - segnò un record negativo con una bassissima affluenza alle urne: al termine delle votazioni, andò a votare appena il 37,67%. Le elezioni tuttavia si erano svolte in un clima di polemiche che videro al centro di una bufera giudiziaria la precedente giunta regionale.

Lo stesso presidente uscente di allora, Vasco Errani, si era dimesso il 23 luglio 2014 dopo la condanna in appello per falso ideologico nell'inchiesta 'Terremerse'. Errani fu poi assolto con formula piena due anni dopo perché "il fatto non sussiste".

Lunghe code si sono formate oggi fuori dai seggi in Emilia Romagna. "È segno di democrazia, fa sempre piacere. Era un po' di tempo che non facevo la fila per poter votare, non so i dati ma mi sembra buono", ha commentato l'ex premier Romano Prodi, uscendo dal seggio elettorale nel liceo Galvani di Bologna, dove ha votato insieme alla moglie Flavia.

Guardando alle maggiori città, molto alta è stata l'affluenza a Bologna, dove ha votato alle ore 19.00 il 60,82% contro il 33,04% del 2014 e a Ferrara dove ha votato il 59,24% contro il 32,44% dell'ultima tornata elettorale. L'affluenza più alta è stata a Modena con il 61,33% degli elettori alle urne, contro il 33,02% del 2014; la più bassa a Rimini con il 55%.

Buona l'affluenza anche a Reggio Calabria, dove ha votato il 38,99% (era stato il 36,23% alle precedenti consultazioni) e a Cosenza dove è andato alle urne il 45,75% contro il 40,26% del passato. A Crotone l'affluenza più bassa: è andato alle urne solo il 36,84%.

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