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Italia: approvati i quattro referendum abrogativi

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 giugno 2011 - 17:31
(Keystone-ATS)

Il quorum del 50% degli elettori più uno, necessario per convalidare i quattro referendum abrogativi, è stato raggiunto. Lo hanno ufficialmente comunicato le autorità italiane. Non ci sono intanto più dubbi sull'esito: in tutti e quattro i quesiti il "sì" all'abrogazione delle relative leggi dovrebbe superare il 90%.

Iniziano intanto ad arrivare le prime reazioni: Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, ha affermato di essere orgoglioso di aver fatto, prima come Pm di Mani Pulite, e oggi come leader dell'Idv qualcosa di importante per il Paese". "Abbiamo detto no al nucleare e soprattutto abbiamo stabilito un principio sacrosanto scritto nell'articolo 3 della Costituzione, vale a dire che la legge è uguale per tutti", ha aggiunto.

Il vicepresidente di Futuro e Libertà, Italo Bocchino, ha invece invitato il premier Berlusconi a dimettersi: "Il risultato dei referendum parla chiaro e rappresenta una ulteriore e sonora bocciatura di Berlusconi".

"Oramai il Governo non può più nascondersi o tentare rocamboleschi colpi di mano, il raggiungimento del quorum è un altro chiaro segnale: gli italiani continuano a chiedere una svolta politica nel nostro Paese", gli ha fatto eco Ivan Scalfarotto, Vicepresidente del Partito Democratico.

Per il ministro della Difesa, Ignazio la Russa, i referendum non avranno invece nessuna incidenza sulla politica del governo. "Noi per un attimo ci abbiamo anche sperato che non si raggiungesse il quorum. Se così fosse stato sarebbe stato, questo sì, un grande boomerang per la sinistra che ha politicizzato i referendum. Ma ora averlo raggiunto è l'assoluta normalità e non ha alcuna incidenza sulle politiche del governo", afferma.

In Italia il referendum abrogativo è previsto dall'art. 75 della Costituzione e consente l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.

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