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La Direzione investigativa antimafia (Dia) di Reggio Calabria ha arrestato Claudio Scajola, già più volte ministro italiano (Interno, Sviluppo economico) nei governi diretti da Silvio Berlusconi.

Otto i provvedimenti eseguiti complessivamente dalla Dia. Tra gli arrestati figurano persone ritenute legate al noto imprenditore reggino ed ex parlamentare Amedeo Matacena, anch'egli colpito da provvedimento restrittivo insieme alla moglie Chiara Rizzo ed alla madre Raffaella De Carolis. Matacena è latitante, dopo una condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.

L'arresto di Scajola è scaturito dalle indagini sui fondi neri della Lega Nord, di cui è figura chiave il faccendiere Bruno Mafrici. Grazie a un'intercettazione, gli inquirenti sarebbero venuti a conoscenza di rapporti fra l'ex ministro e la moglie di Matacena, Chiara Rizzo.

La donna, secondo quanto sarebbe emerso, si adoperava per ottenere l'aiuto dell'esponente politico ai fini del trasferimento del marito, condannato con sentenza definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, in Libano.

Dalle indagini sarebbe emerso il ruolo di un'altra persona che avrebbe lavorato al trasferimento di Matacena nel paese dei cedri. Si tratterebbe dello stesso personaggio che avrebbe avuto contatti con Marcello Dell'Utri ai fini di una sua fuga nel paese mediorientale.

Amedeo Matacena, ex deputato di Forza Italia, tentava di salvaguardare il suo patrimonio, sottoposto a sequestro, facendolo confluire in società fittizie, a cui capo c'erano suoi factotum. Gli uomini della Dia reggina hanno finora individuato e sequestrato beni per 50 milioni di euro ma si tratterebbe solo di una parte dei capitali sulle cui tracce si stanno muovendo gli inquirenti che stanno cercando altre disponibilità di Matacena su conti esteri.

Matacena è erede del patrimonio del padre Amedeo Matacena senior, fondatore di una società che gestisce i traghetti nello Stretto di Messina.

SDA-ATS