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Italia: azienda milanese licenzia solo donne, polemiche

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 giugno 2011 - 16:37
(Keystone-ATS)

Una piccola impresa a conduzione familiare del milanese - diretta da nonno, padre e nipote - decide di licenziare una decina dei 30 dipendenti. Ma solo donne, con l'immediato risultato di scatenare polemiche e un presidio di protesta per l'ipotizzata discriminazione.

L'azienda è la Ma-Vib di Inzago, una ventina di chilometri a Est di Milano, una zona dove campagna e capannoni industriali si alternano a perdita d'occhio. Qui produce motori elettrici per impianti di condizionamento, ma gli affari calano, anche se non drammaticamente, e si decide di ridurre il personale, composto da 12 uomini e 18 donne.

"Peccato che abbiano deciso di licenziare solo donne - afferma la Fiom (Federazione impiegati operai metallurgici) Cgil, che sta seguendo la vertenza e che ha ricostruito l'accaduto - giustificando la scelta anche dicendo che così le donne possono stare a casa a curare i bambini". I titolari rimangono chiusi nei loro uffici senza parlare con nessuno, mentre in mattinata i lavoratori dell'azienda hanno tenuto un breve presidio di protesta.

Nel frattempo è intervenuta l'amministrazione provinciale di Milano, che ha convocato i sindacati per "approfondire la situazione". "Quella messa in atto dall'azienda - afferma l'assessore provinciale alle Pari opportunità, Cristina Stancari - se confermata è un'azione gravissima, che denota una totale mancanza di rispetto e un atto di discriminazione nei confronti delle donne".

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