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Cambiano le regole sulla responsabilità civile dei magistrati in Italia. La riforma, di cui si parla da anni, è passata ieri a larga maggioranza alla Camera ed è legge. Matteo Renzi esulta con un tweet: "Anni di rinvii e polemiche, ma oggi la responsabilità civile dei magistrati è legge!".

È "un passaggio storico. La giustizia sarà meno ingiusta e i cittadini saranno più tutelati", sintetizza il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Per far procedere un testo che investe una materia su cui pende una procedura d'infrazione in sede Europea per mancata applicazione del diritto comunitario e per la quale l'Italia rischiava di pagare una multa stimata in 37 milioni, il governo ha dato parere negativo a tutti gli emendamenti.

Il testo è passato con 265 sì, 51 no e 63 astenuti. Astenuti Lega, Forza Italia (Fi), Sinistra ecologia e libertà (Sel), Fratelli d'Italia (Fdi) e Alternativa Libera. Il Movimento 5 Stelle (M5S) ha votato contro. Ma l'applicazione della nuova norma - e lo ammette lo stesso Orlando - andrà monitorata nel concreto. "Valuteremo laicamente gli effetti - assicura il guardasigilli - e siamo pronti a correggere alcuni punti". Un 'tagliando' a posteriori, quindi, non è da escludere. "Ma ritengo che sarà sufficiente la giurisprudenza a chiarire che molti dei pericoli paventati non hanno riscontro", sottolinea Orlando. Rischi quali la pioggia di ricorsi, ora che non serve più una passaggio preventivo per valutarne l'ammissibilità; e che il travisamento del fatto e della prova rientra fra le ipotesi per cui chiedere i danni.

La nuova legge riforma la legge Vassalli del 1988 mantenendo però l'impostazione di responsabilità indiretta: il cittadino cita lo Stato che può far rivalsa nei confronti del giudice. Ma rispetto alla Vassalli, viene ampliata la possibilità per il cittadino di fare ricorso; si innalza la soglia economica di rivalsa del danno, che può arrivare fino alla metà stipendio del magistrato; viene eliminato il filtro di ammissibilità dei ricorsi; la responsabilità scatta anche in caso di negligenza grave e travisamento del fatto e delle prove.

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SDA-ATS