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SALERNO - Tredici coltellate al torace dopo un approccio sessuale rifiutato: così, il 12 settembre 1993, nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza, Danilo Restivo ha ucciso Elisa Claps, la studentessa potentina di 16 anni, il cui cadavere è stato ritrovato il 17 marzo "esattamente negli stessi luoghi in cui aveva incontrato Restivo quella mattina" e "dove è sempre rimasto per 17 anni".
Per la Procura generale di Salerno vi sono "più che gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza", a cominciare da una ciocca di capelli che Restivo avrebbe tagliato a Elisa nella circostanza dell'omicidio.
Anche per questo, lo scorso 11 maggio (otto giorni prima del fermo in Inghilterra per l'omicidio di Heather Barnett) ha inviato all'ufficio del giudice per le indagini preliminari la richiesta (accolta integralmente il 22 maggio) di custodia cautelare in carcere e del mandato di arresto europeo per Restivo, nel '93 ragazzo di 21 anni, oggi uomo di 38 che si trova in un carcere inglese proprio per il brutale assassinio della sarta inglese, che aveva due ciocche di capelli nelle mani.
La ragazza fu colpita "almeno 13 volte con un'arma da punta e da taglio", ha spiegato oggi il procuratore generale di Salerno. Poi Restivo avrebbe nascosto il cadavere in un angolo del sottotetto della chiesa. L'autopsia ("di altissimo livello scientifico") ha accertato che il cadavere non è stato mai spostato, e che l'omicidio è stato commesso il 12 settembre 1993, tra le ore 11.30 e le 13.10. Un lasso di tempo che coincide con il "buco" nell'alibi di Restivo.
Per la "prova regina" (probabilmente la presenza del Dna di Restivo sulla scena del crimine) bisognerà attendere l'esito dell'incidente probatorio su un centinaio di reperti presenti nel sottotetto.

SDA-ATS