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"È la fine di un incubo, voglio solo tornare a casa, rivoglio la mia vita". Lo ha detto uscendo ieri sera dal carcere, e lo ripete oggi, dopo aver ottenuto l'annullamento della custodia cautelare dal Tribunale del riesame, Carmine Misseri, 54 anni, fratello di Michele, il contadino accusato, insieme con la figlia Sabrina, dell'uccisione di Sarah Scazzi.

I giudici hanno accolto i ricorsi presentati da Carmine Misseri e da Cosimo Cosma, 43 anni, nipote di Michele Misseri, contro l'ordinanza di custodia cautelare a termine, per 30 giorni, emessa dal gip del tribunale Martino Rosati il 23 febbraio scorso. I due restano indagati per concorso in soppressione di cadavere. "Non sono arrabbiato, ho rancore nei confronti di mio fratello Michele" ha detto Carmine Misseri al suo avvocato, Lorenzo Bullo, che lo ha accompagnato a casa.

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SDA-ATS