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Sale la tensione a Roma in vista del corteo degli antagonisti di oggi pomeriggio, al quale hanno aderito numerose associazioni, come i No Tav e i movimenti per la casa. Continuano i controlli serrati da parte delle forze dell'ordine che stanno tuttora presidiando la città, ed in particolare le sedi dei ministeri, obiettivo dichiarato dell' "assedio" dei manifestanti.

Durante la notte nove persone, tra cui anche stranieri, sono state trovate in possesso di oggetti atti ad offendere, come petardi, coltelli, spranghe, fibbie, ma anche estintori. Sommati ai 5 francesi fermati ed espulsi ieri sono in tutto 14 le persone finora fermate durante i servizi di prevenzione. Tra loro ci sono anche appartenenti a gruppi anarchici italiani, pronti ad infiltrarsi nel corteo con passamontagna e cappucci. Tutti sono stati fermati e denunciati, mentre è ancora al vaglio la posizione di altre tre persone.

Posti di blocco sono stati disposti in tutta la città, presidiata da camionette di polizie e carabinieri che controllano in particolare autobus e furgoni.

Intanto, a piazza San Giovanni continuano ad arrivare pullman da ogni parte d'Italia, compresa la Val Di Susa. "Vogliono farci passare per black bloc", dicono, "ma non è vero". La tendopoli allestita da ieri sera ai piedi della Basilica si sveglia e i manifestanti cominciano a scandire i cori che li accompagneranno dalle 14 in poi da piazza San Giovanni a porta Pia, dove promettono una "notte bianca del dissenso". Intanto sui social network si fa sempre più insistente il tamtam degli utenti che invitano i romani ad attivare il segnale wifi, in modo da poter eludere l'eventuale "schermatura" del segnale GSM da parte delle forze dell'ordine.

"Spegni il blackout, apri il tuo wifi", scrivono su Twitter. In compenso non si segnalano disagi alla circolazione: le strade sono vuote, pochi i romani che hanno azzardato venire in centro. E molti sono anche i commercianti che, temendo scontri e tensione, hanno annunciato la "serrata" dalle 14 in poi, in concomitanza col corteo.

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SDA-ATS