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ROMA - Dieci senatori, il minimo in base ai regolamenti: anche al Senato italiano nasce il gruppo parlamentare "Futuro e Libertà per l'Italia", composto da 'fuoriusciti' del Popolo della libertà (Pdl) fedeli a Gianfranco Fini, che sancisce anche formalmente la completa 'divisione' tra il presidente della Camera e il premier Silvio Berlusconi.
Era l'ultimo tassello mancante di un disegno che vede gli ex alleati su posizioni a dir poco conflittuali, malgrado le dichiarazioni non belligeranti provenienti a corrente alterna da una parte e dall'altra. Un disegno che vede i fedelissimi del presidente della Camera arrivare a 43 parlamentari, dieci a Palazzo Madama (Senato) e 33 a Montecitorio (Camera).
A Palazzo Madama la formazione del gruppo finiano era incerta fino all'ultimo malgrado i contatti andati a buon fine con senatori incerti ai quali non è poi escluso che si possa unire a breve qualcun altro. Per ora la pattuglia finiana al Senato è guidata da Mario Baldassarri, presidente della commissione Finanze e spesso critico sulla politica economica del Governo.

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SDA-ATS