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Italia: cresce lavoro part time, in 10 anni un milione in più

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 dicembre 2019 - 13:34
(Keystone-ATS)

In Italia cresce il lavoro, ma soprattutto quello a tempo parziale: tra il 2008 e il 2018 gli occupati part time sono aumentati di un milione di unità passando da 3,3 a 4,3 milioni, mentre il numero complessivo dei lavoratori ha di poco superato i livelli pre crisi.

Secondo gli ultimi dati dell'ufficio di statistica Istat, se nel 2008 gli occupati a tempo parziale erano 3,3 su 23,1 milioni (il 14,3%) nel 2018 sono diventati 4,3 milioni pari al 18,5% del totale. Cresce in modo consistente il part time involontario, con il 64,1% delle persone che vorrebbe lavorare a tempo pieno.

Nel terzo trimestre del 2019 la percentuale di occupati in misura ridotta sul totale dei lavoratori è aumentata ancora toccando il 18,77% dei 23,48 milioni di occupati. La percentuale dei part time involontari nel terzo trimestre di quest'anno è scesa lievemente al 64%, dopo aver raggiunto nel secondo trimestre il 64,8%. Nel 2008, prima della crisi economica la percentuale dei lavoratori che dichiarava di essere in quella condizione involontariamente era al 40,2%.

La condizione di lavoro part time "obbligato" riguarda soprattutto il lavoro dipendente e le regioni del Sud Italia. Nel Sud il tasso di part time involontario è passato dal 60,7% del 2008 al 79,6% nel 2018 (79% nel terzo trimestre 2019) con in pratica quattro occupati a tempo parziale su cinque che vorrebbe lavorare a tempo pieno. Nel Nord è passato dal 30% del 2008 al 55,5% del 2018 (55,8% nel terzo trimestre 2019).

Su 4,3 milioni di lavoratori a tempo parziale nel 2018 i dipendenti erano 3,57 milioni, oltre un milione in più rispetto a dieci anni prima, mentre gli indipendenti sono passati tra il 2008 e il 2018 da 731'000 a 768'000.

Nella media del 2018 i dipendenti part time erano il 19,94% dei lavoratori subordinati mentre nella media 2008 erano solo il 14,79%.

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