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"Per l'Italia abbiamo rilevato dal 2011 al 2015 una riduzione dell'8% del 'total fertility rate', il tasso di fecondità generale calcolato su donne in età fertile. Nello stesso periodo anche il tasso di disoccupazione è aumentato da circa il 7% al 13%".

A spiegarlo è Carla Guerriero, del Centro per gli studi in economia e finanze (Csef) dell'Università Federico II di Napoli, alla tavola rotonda "Nascere oggi in Italia", nell'ambito del convegno della Sip, Società italiana di pediatria, a Napoli.

"In generale - ha aggiunto Guerriero - servono più incentivi per conciliare lavoro e maternità. Per alcuni, come il bonus mamma e il bonus bebè, non sappiamo ancora quale sarà l'impatto, ma tendenzialmente dovrebbe essere positivo".

"Secondo i dati Istat (Istituto nazionale di statistica, ndr) erano 576mila i bambini nati nel 2008, mentre appena sette anni dopo, nel 2016, sono 474mila. Questi anni sono quelli della recente crisi economica" , ha detti il professor Mario De Curtis, ordinario di Pediatria della Sapienza Università di Roma.

"La diminuzione della natalità è determinata da molti fattori - spiega De Curtis- ma le considerazioni economiche, legate all'aumento della povertà e della disoccupazione giovanile hanno indubbiamente un ruolo importante".

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SDA-ATS