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Dopo l'arresto di sette anarchici della "Fai/Federazione anarchica informale" gli esperti dell'antiterrorismo italiano ritengono assai probabili nei prossimi giorni attacchi, sabotaggi e altre iniziative, all'estero, in segno di solidarietà

È quanto si è appreso a Torino, dove la procura sta coordinando l'inchiesta della Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali (Digos).

A partire dalla seconda metà del 2011 la Fai è confluita in un cartello chiamato 'Fai/Fri' (Fronte rivoluzionario internazionale) e composto da una rete di cellule operative all'estero con modalità assai simili a quelle presenti in Italia.

Fra i Paesi in cui - con sigle diverse - opera il network ci sono la Grecia, il Cile, la Russia, il Perù, l'Olanda, l'Inghilterra, l'Indonesia. Le informazioni circolano agevolmente via internet, attraverso i siti e i blog di area, al punto che nella maggior parte dei casi non sono nemmeno necessari contatti diretti tra gli affiliati sparsi per il mondo.

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SDA-ATS