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Il premier Matteo Renzi oggi in conferenza stampa ha relativizzato l'exploit dei pentastellati.

KEYSTONE/EPA ANSA/ANGELO CARCONI

(sda-ats)

"Non sono soddisfatto, il Pd ha problemi".

È questa la fotografia 'a caldo' che, in tarda mattinata, il premier italiano Matteo Renzi, fa di un voto che ha visto il Partito democratico soffrire oltre le attese e subire, a Torino ma soprattutto a Roma, il vero e proprio exploit del Movimento 5 Stelle.

Sono i pentastellati, infatti, a gioire nel day after del voto: volano con Virginia Raggi nella capitale (al 35,3%) e sono il primo partito a Torino dove la candidata Chiara Appendino (al 30,9%) tenterà un difficile recupero sul sindaco uscente del Pd Piero Fassino (41,8%). E sempre al Nord fa notizia la vittoria al fotofinish di "Mr. Expo" Giuseppe Sala sul candidato unitario del centrodestra Stefano Parisi: i due, il 19 giugno, partiranno di fatto alla pari.

Alla sede del Partito democratico a Roma la delusione si fa sentire ma è accompagnata da due dati: la convinzione di potersela giocare al ballottaggio in ogni città, inclusa Roma (dove Roberto Giachetti del centrosinistra distanzia di 4 punti Giorgia Meloni dell'alleanza di destra passando al secondo turno) e la sicurezza che quello di ieri non sia un test nazionale.

"Gli italiani hanno votato su una proposta amministrativa, non ci sarà un'influenza sul referendum costituzionale, sono due partite diverse", spiega Renzi dicendosi sicuro che il voto di protesta emerso alle comunali a ottobre "non potrà che votare sì" alla riforme. E nelle parole del premier c'è anche l'orgoglio del consolidamento del Pd a livello nazionale come "prima forza". Tanto che Renzi sottolinea di non aver cambiato certo idea sul premio alla lista e non alla coalizione previsto dall'Italicum.

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SDA-ATS