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Su Facebook il gruppo 'Dalla parte di Stefano Rho' ha collezionato un migliaio di 'mi piace' in poche ore.

Così come non mancano le attestazioni di solidarietà nei confronti di un docente bergamasco che, come riporta oggi il Corriere della Sera, è stato licenziato per non aver dichiarato, in un'autocertificazione per il Ministero dell'Istruzione, la condanna ad una multa di 200 euro per aver fatto 11 anni fa la pipì in un cespuglio.

La storia di Stefano Rho, 43 anni, sposato e padre di 3 figlie comincia nel Ferragosto del 2005 quando a sera tardi venne sorpreso dai carabinieri mentre faceva la pipì in un cespuglio di Averara, in valle Brembana. Aveva passato la serata con gli amici a bere a mangiare e, pare, non ci fossero locali pubblici a disposizione per quella necessità.

Nel suo iter la denuncia arriva sul tavolo del Giudice di Pace e per Stefano scatta la multa di 200 euro di multa per 'atti contrari alla pubblica decenza'. Il 2 settembre 2013 il prof firma per il ministero dell'Istruzione l'autodichiarazione di non aver subito condanne o provvedimenti.

Tre mesi dopo, il dirigente scolastico gli comunica che da un controllo è emerso che risulta 'destinatario di un decreto penale passato in giudicato' e, sentite le sue spiegazioni, lo 'censura'.

Non è dello stesso avviso la Corte dei Conti, secondo la quale ad un'autocertificazione non veritiera deve seguire il licenziamento. Così il dirigente scolastico di Bergamo, Patrizia Graziani, ha dichiarato la decadenza dell'insegnante.

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SDA-ATS