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SAN MARINO - La guardia di finanza di Pesaro ha scoperto un'evasione fiscale da 14 milioni attraverso San Marino. Sono coinvolti un imprenditore marchigiano e altre tre persone, denunciati per aver utilizzato aziende fittizie di diritto sammarinese per eludere le tasse.
È solo l'ultimo in ordine di tempo di una lunga lista di casi di frode al fisco che hanno avuto come teatro la Repubblica del Titano. Gli esempi del passato più o meno recente sono tanti e nel 2010 la Guardia di Finanza italiana ha avviato un altro piano contro l'evasione internazionale e le frodi IVA poste in essere nei rapporti tra operatori nazionali e di San Marino. Il piccolo Stato tra le Marche e la Romagna torna così a far parlare di sè per le attività di quei soggetti imprenditoriali che sistematicamente lo hanno usato per evadere il fisco o abbattere il peso dell'IVA.
La più antica Repubblica del mondo in questi mesi ha iniziato una corsa disperata contro il tempo approvando, nel giro di pochissime sedute consiliari, provvedimenti che di fatto hanno cancellato l'anonimato societario e quello bancario. La posta in gioco ancora oggi è la sopravvivenza economica della Repubblica che deve affrontare non solo alcune resistenze dell'Italia sul piano politico, ma anche provvedimenti normativi che rafforzando la vigilanza tributaria e potrebbero scoraggiare eventuali investitori. Lo scudo fiscale italiano ha svuotato di cinque miliardi i forzieri delle banche sammarinesi.

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SDA-ATS