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Italia: GdF sequestra beni Gheddafi per 1,1 miliardi

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 marzo 2012 - 17:45
(Keystone-ATS)

La Guardia di Finanza ha sequestrato beni in Italia per un valore di oltre 1,1 miliardi riconducibili all'ex rais libico Muammar Gheddafi, al figlio Saif Al Islam e all'ex capo dei servizi segreti Abdallah Al Senussi. Si tratta di quote azionare di importanti società italiane, conti correnti e beni immobili.

Il sequestro è stato emesso dalla Corte d'Appello di Roma su rogatoria della Corte di Giustizia dell'Aia, che oltre al mandato di cattura internazionale per il leader libico e gli altri due soggetti, aveva emesso una richiesta di individuazione dei beni a loro riconducibili.

I beni sequestrati oggi dal Nucleo di polizia tributaria di Roma della Gdf erano già stati congelati in seguito a 2 risoluzioni dell'Onu (febbraio-marzo 2011) e al regolamento dell'Ue che dava attuazione ai provvedimenti delle Nazioni Unite.

Per ricostruire i beni riconducibili a Gheddafi, i finanzieri hanno svolto accertamenti tramite le proprie banche dati ma anche attraverso il ministero dell'Economia e la Banca d'Italia. Una volta conclusi gli accertamenti, il consigliere della Corte d'Appello ha firmato il provvedimento di sequestro. Visto il coinvolgimento di società quotate in borsa, la Consob è stata informata dell'attività in corso.

Fra i beni sequestrati, figurano l'1,256% di Unicredit, pari ad un valore di 611 milioni, il 2% di Finmeccanica, l'1,5% della Juventus, lo 0,58% di Eni, pari a 410 milioni, e lo 0,33% di alcune società del gruppo Fiat, come Fiat Spa e Fiat Industrial.

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