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ROMA - "Nessun affare televisivo" tra il premier italiano Silvio Berlusconi e il leader libico Muammar Gheddafi. Nessun interesse personale, se non la volontà del presidente del consiglio di svolgere "il suo ruolo politico per il bene del paese". La smentita alle notizie di stampa di un business televisivo tra il leader libico e il cavaliere arriva dall'avvocato del premier Niccolò Ghedini, nel giorno in cui l'ambasciata libica conferma che Gheddafi verrà a Roma il 30 agosto, accompagnato, come sempre, dall'inseparabile.
L'occasione sarà il secondo anniversario dello storico trattato di amicizia italo-libico, ma l'annuncio ha fatto immediatamente insorgere l'opposizione e probabilmente qualche malumore l'ha destato anche tra i finiani, dopo la richiesta, appena tre giorni fa, di chiarimenti sui rapporti del premier con Gheddafi e Putin. Un tema che Carmelo Briguglio (Fli) ha chiesto di aggiungere ai quattro punti stilati dal Pdl per la verifica della tenuta del governo, ma che non ha cambiato l'agenda estera del cavaliere: pochi giorni dopo l'incontro a Roma con Gheddafi, Berlusconi volerà infatti a Mosca per una visita ufficiale.
Il leader libico arriverà nella capitale italiana il 30 pomeriggio per partecipare al convegno tra storici italiani e libici nella sede dell'accademia libica e la sicurezza sta studiando dove piantare la tenda che, in occasione della sua visita nel giugno 2009, venne sistemata a villa Pamphili. Ma oggi è stata la notizia del presunto business televisivo tra Berlusconi e Gheddafi attraverso una compartecipazione nell'emittente Nessma Tv - scritta dal Guardian un anno fa e rilanciata dall'Unità - a scatenare l'opposizione.
Ghedini, ha parlato di "infondate diffamatorie e strumentali accuse", smentendo che Berlusconi intrattenga "rapporti di affari con leader di altri paesi quali Gheddafi o Putin". E anche il finanziere franco-tunisino Tarek Ben Ammar ha smentito la partecipazione libica, sia diretta che indiretta, a Nessma tv, ribadendo che l'assetto societario è costituito "per il 50% da Karoui& 38;Karoui World, 25% da Mediaset Group e il restante 25% da Prima Tv" di cui lo stesso Ben Ammar è presidente.
L'opposizione politica ha chiesto che il premier, alla riapertura dell'attività, riferisca in parlamento. Si tratta di notizie, ha commentato Vincenzo Vita, componente del Pd in commissione di vigilanza Rai, che "aprono un'altra finestra sul cortile del conflitto di interessi". Una vicenda "sgradevolissima e pesante" per Vita che annuncia un'interrogazione parlamentare alla riapertura delle camere.
Il collega di partito Gozi invita Berlusconi a parlare con Gheddafi anche del "dramma degli immigrati che muoiono nel Mediterraneo", mentre Leoluca Orlando dell'Idv chiede che il premier "si presenti in parlamento per riferire su questo nuovo conflitto di interessi". Gli fa eco Massimo Donadi: "Il premier - dice - chiarisca immediatamente se è vero che è socio del dittatore Gheddafi in Nessma Tv".

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SDA-ATS