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È iniziato oggi lo sciopero dei giudici di pace in Italia, che si protrarrà per tre settimane. Immagine simbolica d'archivio.

KEYSTONE/AP/THOMAS KIENZLE

(sda-ats)

È iniziato oggi lo sciopero dei giudici di pace in Italia, che si protrarrà per tre settimane sino al 23 luglio. Prevista la sospensione di oltre 300.000 processi.

"Malgrado i pareri fortemente critici del Consiglio superiore della magistratura (Csm) e delle Commissioni parlamentari", dichiara Alberto Rossi, segretario generale dell'Unione nazionale giudici di pace, "il ministro (della Giustizia Andrea) Orlando intende portare avanti un decreto legislativo di riforma della magistratura onoraria e dei giudici di pace avversato da tutti gli addetti ai lavori, a partire dai capi degli uffici giudiziari. A parità di dotazioni organiche, si raddoppiano le competenze dei giudici di pace e degli altri magistrati onorari, limitandone, tuttavia, il loro impegno lavorativo ad appena 2 giorni a settimana. Ciò vorrà dire che i processi civili dureranno 3 volte di più e una buona parte dei processi penali non giungeranno mai a compimento per prescrizione, con i Procuratori della Repubblica impossibilitati a portare avanti le indagini senza il fondamentale apporto dei pubblici ministeri onorari che li sostituiscono in udienza".

"Il Governo - conclude Rossi - abbia la responsabilità di comprendere che questo decreto legislativo va ritirato senza indugio alcuno e che la riforma della magistratura onoraria e della Giustizia di pace va profondamente ripensata, in linea con le vincolanti decisioni e raccomandazioni dell'Unione Europea e del Consiglio d'Europa". Nel frattempo le organizzazioni dei giudici di pace preannunciano già a partire da settembre ulteriori e reiterati scioperi, ad intervalli di 20 giorni, che paralizzeranno gli uffici.

SDA-ATS