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Durante le indagini sul caso Fonsai (manipolazione del mercato, ostacolo alla autorità di vigilanza e ipotesi di bancarotta fraudolenta) la famiglia Ligresti avrebbe tentato di trasferire 16,7 milioni di euro in Svizzera, senza che la fiduciaria di Milano che ha eseguito l'operazione facesse la dovuta segnalazione alla Banca d'Italia.

Per questo la Guardia di Finanza di Torino ha segnalato il direttore della fiduciaria e la società stessa, con sede nel centro del capoluogo lombardo, al ministero italiano dell'Economia e alla Banca d'Italia, per non aver adempiuto all'obbligo di comunicazione di operazioni sospette. I movimenti di denaro verso l'estero, risalenti alla fine di gennaio 2014, erano però stati interrotti dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria nei primi giorni di febbraio dell'anno scorso.

L'approfondimento dei Finanzieri di Torino ha preso il via alla fine di gennaio 2014, quando, accortisi del tentativo dei Ligresti di mettere al sicuro in Svizzera cospicui capitali schermati dalla fiduciaria milanese, hanno intercettato un'operazione di trasferimento di 2,5 milioni di euro, tra titoli e disponibilità finanziarie. In tale occasione, hanno proceduto ad un sequestro conservativo, disposto dall'autorità giudiziaria torinese, in ragione dell'elevato rischio di sottrazione dei beni alla giustizia ed al fine di evitare la dispersione delle garanzie creditizie di somme e spese dovute all'erario.

Dagli accertamenti è emerso che durante la latitanza di Gioacchino Paolo Ligresti, la fiduciaria avrebbe dato ordine ad un istituto di credito (presso il quale vi erano depositi e titoli) di eseguire ulteriori movimentazioni su azioni Unipol-Sai, fiduciariamente intestate a società lussemburghesi direttamente riconducibili agli indagati.

Gli ordini, disposti tra il 24 ed il 30 gennaio 2014 da Gioacchino Paolo, Giulia Maria e Jonella Ligresti, consistevano nel liquidare l'intero pacchetto azionario depositato in Italia e trasferire i fondi così ottenuti, per circa 14 milioni di euro, su conti correnti elvetici, fiduciariamente intestati alle medesime società lussemburghesi. Grazie all'intervento eseguito i primi giorni di febbraio 2014 dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria le successive movimentazioni verso l'estero, già disposte, sono state interrotte.

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SDA-ATS