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Un barcone con a bordo circa 500 migranti partiti probabilmente dalla Libia è naufragato in preda alle fiamme a mezzo miglio dall'isola dei Conigli a Lampedusa. I cadaveri recuperati fino ad ora sarebbero 93, ma potrebbero essere un centinaio, secondo quanto si è appreso da fonti dei soccorritori, i naufraghi morti all'interno del barcone, localizzato a una quarantina di metri di profondità, a circa mezzo miglio dall'isola dei Conigli. I corpi si troverebbero sotto e intorno al barcone che si è rovesciato. La stima è però ancora molto approssimativa.

Secondo le ultime verifiche, i superstiti sono 155: 147 uomini, sei donne e due bambini. A bordo del barcone - in base al racconto di alcuni sopravvissuti - vi erano un centinaio di donne: solo sei di loro si sono salvate.

Uno dei presunti scafisti, un giovane tunisino raccolto tra i superstiti, è stato fermato dalla polizia.

Secondo le prime informazioni, per farsi notare dall'isola i migranti avrebbero dato alle fiamme una coperta che - secondo quanto riferito dai carabinieri - avrebbe causato l'incendio sviluppatosi sul barcone.

I migranti tratti in salvo sono in gran parte profughi provenienti da paesi dell'Africa sub sahariana, eritrei e somali soprattutto. Anche se i superstiti non sono stati ancora interrogati (molti di loro sono ancora in stato di choc e accusano sintomi di ipotermia per la permanenza in acqua) è probabile che il barcone sia partito dalle coste libiche.

"È una vergogna" ha detto a braccio il Papa, la cui prima visita era stata non a caso a Lampedusa. È un'"immane tragedia", il commento del premier Enrico Letta. Intanto il vice premier Angelino Alfano è in partenza per Lampedusa per mettere a punto i primi interventi. E anche l'Unione europea esprime "tristezza" per quella che è una "vera tragedia".

"È un orrore" ripete tra le lacrime la sindaca di Lampedusa Giusy Nicolini, mentre, sul molo, assiste all'arrivo delle barche cariche di cadaveri. Le salme si trovano al momento sul molo Favarolo a Lampedusa, ma saranno trasferite nell'hangar dell'aeroporto perché "nella camera mortuaria non c'è più spazio. Siamo in piena emergenza" dice Pietro Bartolo, responsabile del Poliambulatorio dell'isola.

Prima del tragico naufragio altri due barconi, con a bordo complessivamente 463 migranti, erano stati soccorsi in nottata al largo di Lampedusa.

Intanto la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un'inchiesta sul naufragio. Il fascicolo è stato istruito dal sostituto procuratore Andrea Maggioni. Secondo quanto si è appreso, la procura, oltre al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, ipotizza anche il reato di omicidio plurimo.

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SDA-ATS