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Morire per una partita di cricket, morire di tifo violento. Accade a Fabriano (Ancona) dove un indiano di 25 anni, Arvinder Dhaliwal, ieri sera è stato massacrato a sprangate per futilissimi motivi da un gruppetto composto da 7-8 persone, per la maggior parte connazionali, mentre si trovava al bar con gli amici.

Quattro giovani - tre indiani e un del bengalese fra i 22 ed i 27 anni - sono in stato di fermo di polizia giudiziaria per omicidio volontario. Altre due persone, di cui un minorenne, sono indagate.

La tragedia si è consumata ieri intorno alle 20. Due auto, con a bordo gli aggressori, hanno raggiunto il bar Nuovo e cominciato a menare colpi, soprattutto alla testa, al 25enne, mentre gli amici di Arvinder riuscivano a rifugiarsi nel bar.

Quando la polizia è arrivata sul posto, per il giovane non c'era praticamente più nulla da fare: ricoverato in coma nell'ospedale di Fabriano è morto questo pomeriggio.

Gli agenti del commissariato di polizia hanno lavorato tutta la notte per rintracciare gli autori della spedizione punitiva, riuscendo a risalire ai quattro fermati grazie alla targa, parziale, di una delle due auto e a rintracciarli a Matelica e Tolentino. Tutti i giovani coinvolti nell'aggressione sarebbero tifosi di cricket, e la vittima avrebbe fatto le spese di vecchie ruggini per una vecchia partita.

Secondo la Cgil, quello indiano è un gruppo che conta circa 300-350 persone, impegnate soprattutto nel settore agricolo: il giovane ucciso era boscaiolo così come molti suoi parenti. Una comunità apparentemente ben integrata e tranquilla, che aveva registrato una lieve diminuzione nel numero dei suoi appartenenti, trasferitisi altrove a causa della crisi del distretto fabrianese degli elettrodomestici.

Dhaliwal, cognato del capo della comunità Sikh, ha una sorella che vive in zona e un fratello che risiede in Svizzera.

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SDA-ATS