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"Adesso lasciamo pure passare l'estate, ma alla ripresa io tornerò alla carica sul mantenimento del 75% delle tasse nei nostri territori. Anche con gli alleati del Pdl: se non ci sarà un accordo, ci sarà il braccio di ferro con il governo". Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni in un'intervista al "Corriere della Sera".

"Il Pdl ha sottoscritto un programma per le elezioni politiche che contiene il mantenimento dei tre quarti del gettito sui territori. È a loro che io chiedo il massimo impegno perché nella finanziaria la questione sia presente", dice Maroni. "Se c'è, bene. Se non ci fosse, ciò sarà oggetto non più di una trattativa ma di un braccio di ferro".

Sempre in tema di rapporti tra Lega Nord e Popolo delle libertà, "se il Pdl, senza neanche dircelo, pretende di sospendere i lavori per tre giorni, non può pretendere che noi ci accodiamo", rileva Maroni. "La Lega deve essere coinvolta, poi la soluzione si può anche trovare. In quella circostanza ci siamo trovati di fronte alla pretesa di chi considera dovuto un fatto che non lo è".

Per il governatore lombardo, "il governo cadrà, anche se questo non significa un automatico ritorno alle urne. Ci sono variabili importanti come il congresso del Pd e la ritrasformazione del Pdl in Forza Italia", osserva. "Però in primavera ci saranno le Europee e una gigantesca tornata amministrativa. Pd e Pdl saranno su fronti opposti. Potrà questo fatto non avere conseguenze sul governo? Io non ci credo. Già adesso il governo mi pare in preda a scricchiolii e spifferi, non passa giorno senza un penultimatum di Brunetta o di Epifani...".

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SDA-ATS