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ROMA - Il presidente del Senato italiano Renato Schifani è indagato dalla procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa. Lo scrive il settimanale "L'Espresso" nel numero che sarà in edicola domani. Si tratta - precisa il settimanale - di un "atto dovuto" dopo alcune dichiarazioni ai magistrati di Gaspare Spatuzza e del pentito Francesco Campanella.
Il fascicolo che riguarda il presidente del Senato, sostiene sempre "L'Espresso", è stato aperto pochi mesi fa e gli interrogatori in corso hanno come oggetto il suo passato di avvocato civilista, i suoi rapporti con gli uomini dei Graviano e il suo presunto ruolo di collegamento fra lo stragista di Brancaccio e Dell'Utri nel periodo che ha preceduto la nascita di Forza Italia.
Secondo le dichiarazioni di Spatuzza, Schifani avrebbe incontrato in diverse occasioni, all'inizio degli anni '90, il boss Filippo Graviano nel capannone dell'imprenditore Pippo Cosenza, che il presidente del Senato italiano assisteva all'epoca nella sua qualità di avvocato civilista. Di questi presunti rapporti Spatuzza aveva già parlato con i pm di Firenze; dichiarazioni depositate dalla procura generale nel processo d'appello in cui Marcello Dell'Utri è stato condannato a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
"Il verbale con le dichiarazioni del guardaspalle dei Graviano trasmesso dai magistrati di Firenze e un esposto presentato da Campanella proprio nei confronti del presidente del Senato - scrive 'L'Espresso' - hanno convinto i pm palermitani della necessità di esercitare l'obbligatorietà dell'azione penale".
Già in passato, ricorda il settimanale, Schifani era stato indagato nell'ambito di inchieste su appalti pilotati dalla mafia a Palermo, e la sua posizione era poi stata archiviata. E anche in quel caso le principali accuse arrivavano da collaboratori di giustizia.

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SDA-ATS