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Il marò Girone al suo arrivo all'aeroporto di Roma Ciampino

Keystone/EPA ANSA/GIORGIO ONORATI

(sda-ats)

Dopo quattro anni di attese e rinvii, il marò italiano Salvatore Girone è tornato a casa a Bari dall'India.

Nel paese asiatico è ancora accusato, con il commilitone Massimiliano Latorre già rimpatriato in precedenza, di aver sparato il 15 febbraio 2012 contro un peschereccio, scambiato per una barca di pirati, e ucciso due pescatori.

Il fuciliere di Marina è atterrato come previsto all'aeroporto militare di Ciampino poco prima delle 18 a bordo di un Falcon dell'Aeronautica Militare. Subito la moglie e i due figli, arrivati all'aeroporto già a mezzogiorno, sono saliti a bordo per un primo, intimo abbraccio, protetti da tutti.

Girone poi è uscito, visibilmente soddisfatto, in divisa: prima c'è stato il saluto militare e la stretta di mano con il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, poi il lungo abbraccio con il ministro della Difesa Roberta Pinotti, e i saluti con i capi di Stato maggiore della Difesa e della Marina, generale Claudio Graziano e ammiraglio Giuseppe De Giorgi.

Niente dichiarazioni per i tanti giornalisti accorsi, né da parte di Girone che dalle autorità. Fin dall'inizio, del resto, si è scelto il basso profilo perché la vicenda non è ancora conclusa.

Per il governo ci sarà subito una decisione delicata da prendere: se far partecipare Girone alla festa della Repubblica, il 2 giugno, anche in rappresentanza del commilitone Massimiliano Latorre, da tempo in Italia per convalescenza.

In ogni caso, adesso, per Girone sarà tempo di godersi la sua casa ed i suoi affetti. Fino a che l'arbitrato internazionale stabilirà chi tra India e Italia dovrà processarlo insieme con Latorre, per la morte dei due pescatori indiani nel Kerala, nel febbraio 2012. E ci vorrà ancora del tempo.

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SDA-ATS