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"Stiamo assistendo a una barbarie. Anch'io mi commuovo, inutile nasconderlo, davanti alle immagini orribili dei bambini che muoiono in mare". Lo dice in un colloquio col Corriere della Sera Roberto Maroni, governatore della Lombardia.

"Piangere o invocare la pietas - aggiunge l'ex ministro italiano - non serve a nulla, io preferisco intervenire".

"Bisogna non farli partire o, per lo meno, copiare quel che feci io al Viminale nel 2011 quando ci fu la prima vera ondata di arrivi. Dopo un accordo con l'allora ministro Habib Essid facevo decollare per la Tunisia due voli al giorno di rimpatri e imposi un blocco navale davanti la Libia". "Penso che siamo davanti a dilettanti allo sbaraglio", dice a proposito del governo italiano di Matteo Renzi.

"Lo ammetto: sono stato io il primo a fare la voce grossa nel chiedere collaborazione alle Regioni e ai Comuni per potere smistare gli immigrati - ricorda - Ma non mi fermai lì. Subito dopo feci riunioni su riunioni a Palazzo Chigi per trovare un accordo. E, per esempio, alla Lombardia e al Veneto che erano contrari a ospitare i clandestini, inviai solo richiedenti asilo. Matteo Renzi invece non ci ascolta neppure: ci aveva promesso un incontro nel giro di pochi giorni, sono passati più di due mesi". L'attuale capo del Viminale? "Vedo un errore dopo l'altro - dice Maroni - Alfano perde tempo a chiedere il coinvolgimento dell'Europa quand'è chiaro che la Ue non ha nessuna intenzione di aiutarci perché non l'ha mai fatto".

"Proprio perché è in corso una crisi umanitaria - insiste Maroni - non possiamo stare a guardare. Perché Matteo Renzi non ha ancora preso un aereo per New York per coinvolgere l'Onu? Bisogna fare in modo di costruire un campo profughi tra la Libia e la Tunisia sotto la sorveglianza delle Nazioni Unite per bloccare lì le partenze".

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SDA-ATS