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Italia, Monti: sacrifici ma non lacrime e sangue

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 novembre 2011 - 21:57
(Keystone-ATS)

Un governo che possa durare fino alla fine della legislatura e che lavori per mettere a punto delle misure che richiederanno "sacrifici, ma non lacrime e sangue".

Al termine della lunga giornata di consultazioni con le forze politiche, nel cuore di una crisi che il presidente Giorgio Napolitano definisce "delicatissima e cruciale", il premier incaricato Mario Monti chiede "coesione" affinché si "trasformi questo momento difficile in una opportunita'" e spiega che la presenza di politici in prima persona nel governo è "una disponibilità e un desiderio". Ma se i partiti ritenessero che in questa fase non è opportuna una loro presenza, aggiunge, "l'importante è che diano un appoggio senza il quale non mi accingerei neanche al compito, presenza o no".

Dunque Monti chiama all'impegno le forze politiche e con un chiaro mesaggio a chi vorrebbe dare il suo appoggio solo alle singole misure che l'esecutivo di volta in volta presenterà , dice che "non è condizione indispensabile" che i segretari dei partiti che appoggeranno il governo siano presenti nell'esecutivo. Ma che ci sia un "appoggio convinto da parte loro su ispirazione, caratteristiche e valori e sulla prospettiva operativa del governo - sottolinea - mi sembra invece indispensabile".

L'"orizzonte temporale" entro cui si muoverà il futuro governo se otterrà la fiducia "va da qui alla fine della legislatura, nella primavera del 2013", continua. Ed è chiaro "che il Parlamento in qualsiasi momento può decidere che un governo non gode più della sua fiducia".

Tuttavia, precisa Monti la gestione di questa fase va "anche ben al di là di quell'orizzonte temporale. Fissare quel termine, anche prima, toglierebbe credibilità all'azione del governo". Monti chiede tempo ai mercati, ricorda alle piazze finanziarie che "agiamo in democrazia e sono necessari determinati tempi" e annuncia che incontrerà domani i giovani e le donne perché "ascoltare quello che hanno da dire vale anche qualche ora in più nelle consultazioni".

E in attesa che domani Partito democratico e Popolo della Libertà vadano a riferire ufficialmente al presidente del Consiglio incaricato le loro posizioni, si chiarisce il quadro delle richieste: il Pdl non darà a Mario Monti un "consenso al buio", dice Fabrizio Cicchitto. E Maurizio Gasparri chiarisce che il Pdl non vuole "politici in questo governo".

Apre invece la Lega, che tramite Umberto Bossi contatta telefonicamente Monti per ribadire il suo 'no' all'appoggio ma che valuterà "caso per caso" i singoli provvedimenti. Posizione di attesa per l'Italia dei Valori, che, spiega Antonio Di Pietro, "non si metterà di traverso ma voterà la fiducia sulla base dei programmi e della squadra". Appoggio "senza se e senza ma", infine, da parte del Terzo Polo.

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