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Italia: Monti accelera, prime misure il 5 dicembre

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 novembre 2011 - 21:45
(Keystone-ATS)

"Fare presto". Il premier italiano Mario Monti impone plasticamente una accelerazione alle prime misure anticrisi fissando per il 5 dicembre il Consiglio dei ministri che dovrà dare il via libera al primo 'pacchetto' di provvedimenti che potrebbe valere, come 'correzione', intorno ai 13 miliardi di euro.

Un insieme di iniziative, come ha ribadito nel corso del vertice interministeriale tenuto oggi a sorpresa al Tesoro, che dovrà avere come stella polare i principi della "crescita, della stabilità e dell'equità". Un programma arduo, come lui stesso ha ammesso nei giorni scorsi, ma assolutamente indispensabile. E mai messo in discussione, si ricorda a Palazzo Chigi, neanche sul fronte della tempistica: che la parola d'ordine dovesse essere 'intervenire in fretta', non è mai stato messo in secondo piano. Né l'incontro ad alto livello con i ministri Corrado Passera, Elsa Fornero, Piero Giarda ed Enzo Moavero può essere inteso come una risposta ai partiti ed alla stampa internazionale che cominciano ad avere dei dubbi sulla reazione 'rapida' del nuovo governo e sulle decisioni che starebbe per prendere.

Niente di tutto questo ma, si ragiona in ambienti vicini al premier, la logica evoluzione di un piano che dovrà procedere sì a tappe forzate ma con una serie di parametri e paletti che inducono a più di una "riflessione", anche in considerazione dell'impatto che la possibile minore crescita potrà avere sui conti nel 2012. E, soprattutto, in considerazione della necessità assoluta di coniugare 'crescita, stabilità, equità e rigore' in un insieme di provvedimenti che rappresenteranno quanto di meglio i 'Monti boys' riusciranno ad attuare. L'Ecofin di mercoledì prossimo, a Bruxelles, rappresenterà un altro importante banco di prova per l'Italia e la sua volontà di uscire dalla crisi. Ma anche un ulteriore momento di analisi per la messa a punto del primo 'pacchetto' che, con tutte le precauzioni del caso, approderà sul tavolo del cdm il 5 mattina.

Il Professore, tornato in serata per la prima volta a Milano da quando è presidente del Consiglio, insieme alla sua squadra ha imposto questa svolta 'programmata' dopo aver fatto anche oggi una serie di valutazioni sulle conseguenze che le nuove misure potrebbero avere sulla crescita, sui conti, sul rigore e, soprattutto, sul livello di equità tra i cittadini. Il ventaglio delle opzioni è molto vasto. Ci potranno essere i primi passi delle riforme o di iniziative che avranno una messa a punto progressiva nel tempo. Anche perché, è il ragionamento, non basta una sola settimana per fare una riforma delle pensioni o quella fiscale. Così come richiedono tempo le liberalizzazioni o i tagli dei privilegi. Ancora più a breve il presidente del Consiglio dovrà definire la squadra di viceministri e sottosegretari. Non se ne è parlato oggi al Tesoro. Ma anche in questo caso la linea è tracciata: si punterà solo su tecnici di grande spessore. E già martedì la partita dovrebbe essere chiusa.

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