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Ad un anno dall'incendio che il 28 dicembre scorso trasformò il Norman Atlantic in un relitto alla deriva al largo dell'Albania, il traghetto potrebbe finalmente restituire i corpi almeno di alcuni dei 18 dispersi che potrebbero essere rimasti nella sua 'pancia'.

Dispersi che si aggiungono alle undici vittime accertate del naufragio della motonave che partì dalla Grecia diretta ad Ancona con circa 500 passeggeri.

Sono infatti cominciate le operazioni di svuotamento (tecnicamente 'smassamento') del traghetto ormeggiato nel porto di Bari, con le quali gli inquirenti puntano ad accertare le eventuali responsabilità connesse al naufragio, e a ritrovare i corpi che mancano all'appello.

"L'attività di svuotamento dalle carcasse delle auto - dicono - è cominciata ieri sul ponte 5, quello più esterno, e proseguirà nelle prossime settimane. Le vetture completamente distrutte dalle fiamme e irrecuperabili, vengono direttamente mandate a smaltimento. La fase più delicata sarà quella di svuotamento dei ponti 3 e 4, dove gli inquirenti ipotizzano che sia scoppiato l'incendio e dove potrebbero esserci prove e cadaveri".

Il naufragio avvenne nei giorni più freddi dell'inverno, con la neve che cadeva fitta e con il mare in tempesta che complicò e ostacolò le operazioni di soccorso e di recupero della nave, operazioni di soccorso che si protrassero per giorni dopo l'incendio. La magistratura barese dovrà accertare se le condizioni del mare fossero troppo proibitive per affrontare la traversata, e se a bordo vi fossero tutte le attrezzature di emergenza funzionanti.

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SDA-ATS