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Italia: pacchi bomba; ordigno ad ambasciata greca disinnescato

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 dicembre 2010 - 17:07
(Keystone-ATS)

ROMA - Torna la paura nelle ambasciate di Roma. Il pacco bomba recapitato stamane all'ambasciata greca poteva esplodere, ma è stato consegnato alle forze dell'ordine prima di una possibile deflagrazione. Il plico, hanno rilevato gli inquirenti italiani, era dello stesso tipo di quelli recapitati ed esplosi giovedì scorso nelle sedi diplomatiche della Svizzera e del Cile, provocando il ferimento di due persone.
I due dipendenti di ambasciata investiti dall'esplosione degli ordigni non sono in pericolo di vita. Il pacco bomba all'ambasciata cilena era stato rivendicato nella serata del 23 dicembre dalla "Federazione anarchica informale": "Abbiamo deciso di far sentire di nuovo la nostra voce con le parole e con i fatti. Distruggiamo il sistema di dominio. Viva la Fai, viva l'anarchia informale", era il testo di un biglietto trovato all'interno di una piccola scatola che era finita addosso al ferito in conseguenza della deflagrazione del pacco.
Sempre nella giornata di giovedì si erano poi rivelati solo dei falsi allarmi le segnalazioni di altri pacchi sospetti all'ambasciata di Ucraina e Slovenia. Anche oggi diverse segnalazioni, rivelatesi poi infondate, per pacchi recapitati alle ambasciate di Venezuela, Danimarca, Principato di Monaco, Svezia, Finlandia e Albania.
Oggi il sottosegretario italiano agli Esteri Alfredo Mantica ha dichiarato all'agenzia di stampa italiana ADNKRONOS che il ministero ha dato l'allarme a tutte le ambasciate con sede a Roma dopo i pacchi consegnati la scorsa settimana. Mantica ha aggiunto che "sono stati rafforzati i controlli presso le singole ambasciate sperando che non avvengano più incidenti come quelli di questi giorni".
Riferendosi all'ordigno recapitato questa mattina all'ambasciata greca a Roma, Mantica ha ricordato come gli anarchici in Grecia siano stati i protagonisti di scontri violenti durante le manifestazioni di piazza per la grave crisi economica. L'invio dei pacchi bomba, quindi, potrebbe essere per Mantica "un segnale forte di contestazione al meccanismo economico in corso e questo vale anche per Paesi come la Svizzera che hanno in carcere degli anarchici".

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