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Italia: ponte Genova: nel 2014 report diceva "È a rischio crollo"

Il Ponte Morandi, a Genova, è crollato nell'agosto dello scorso anno. Nel disastro perirono 43 persone e altre 566 furono sfollate. KEYSTONE/AP ANSA/LUCA ZENNARO sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 novembre 2019 - 10:18
(Keystone-ATS)

Nel registro digitale di Atlantia, azienda italiana attiva nel settore delle infrastrutture autostradali e aeroportuali, è stato trovato un documento che svela il rischio crollo per il ponte Morandi di Genova.

Finora i dirigenti di Autostrade per l'Italia (Aspi) hanno dichiarato ai magistrati che per il viadotto nessun rapporto di Spea (società delegata al monitoraggio della rete autostradale) aveva messo in allarme per il pericolo di crollo.

Il documento è stato sequestrato dalla Guardia di finanza. Quel "documento di programmazione del rischio", stilato dall'Ufficio rischio di Autostrade è passato dai vari consigli di amministrazione (cda) sia di Aspi che di Atlantia. Dal 2014 al 2016 per il Morandi si parla di "rischio crollo", dal 2017 la dicitura diventa "rischio perdita stabilità". Lo scrive La Repubblica.

Secondo fonti di Atlantia e Aspi l'attestato viene presentato ai cda per informare gli azionisti e per programmare gli interventi, ma anche per chiedere consulenze tecniche a ditte esterne: nell'autunno del 2017 il Centro elettrotecnico sperimentale italiano (Cesi, multinazionale italiana che si occupa di prove e certificazioni nel campo dell'ingegneria, dell'innovazione e della consulenza per il settore elettrico, civile e ambientale) segnalò problemi sugli stralli corrosi e suggerì controlli trimestrali mirati, applicazione di sensori: indicazioni disattese secondo l'indagine.

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