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Italia: processo a Berlusconi per vicenda Ruby rinviato a 31 maggio

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 aprile 2011 - 10:10
(Keystone-ATS)

Il processo a carico del premier italiano Silvio Berlusconi per il caso Ruby è stato rinviato al 31 maggio per le questioni preliminari e la costituzione delle parti civili.

Berlusconi, assente, è stato dichiarato contumace dai giudici della quarta sezione penale. Attraverso una lettera depositata dal suo legale ai giudici, l'imputato ha fatto sapere che avrebbe voluto "partecipare" all'udienza, ma che aveva oggi "impegni istituzionali". Il presidente del consiglio ha consentito comunque lo svolgimento dell'udienza anche in sua assenza senza alcun legittimo impedimento.

In aurla era invece presente il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini, che insieme al collega Pietro Forno e al pubblico ministero Antonio Sangermano, ha condotto l'inchiesta. Boccassini ha stretto la mano all'avvocato Giorgio Perroni, legale di Berlusconi. In aula anche Paola Boccardi, legale di Ruby Rubacuori, che ha annunciato che la sua assistita non si costituirà parte civile.

I protagonisti della prima udienza del processo Ruby sono stati però i giornalisti. Centinaia le troupe erano schierate già dalle prime ore di questa mattina davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, con i furgoni parcheggiati dalla parte opposta del tribunale a formare una lunga catena di parabole. Giornalisti e televisioni sono giunti qui per la prima, interlocutoria, udienza dal Giappone, Australia, tantissimi i cronisti spagnoli con troupe arrivate anche dai Paesi Baschi.

Nessun contestatore tranne il solito gazebo dei fan berlusconiani preso d'assalto come una novità, e curiosità da raccontare, da cineoperatori e fotografi stranieri che riprendono avidi i cartelli esposti ormai familiari che recitano "Giustizia non esiste laddove non vi è libertà". Unica voce contraria, al momento, un sostenitore dell'Italia dei valori che inalbera un foglio A4 su cui ha scritto "Difendiamo la magistratura dalle sozzure berlusconiane". È solo, anche un pò spaesato, e viene preso d'assalto, a turno, dalle telecamere delle tv straniere come fosse un leader di partito.

Un pò di parapiglia si scatena quando un passante apostrofa quelli del gazebo berlusconiano e partono le invettive incrociate. Voi siete comunisti, Silvio è un perseguitato", dice uno dei sostenitori di Berlusconi. "Dovrebbe farsi processare come tutti", ribatte un passante. Le voci diventano urla e destano la curiosità delle troupe televisive. Intanto vicino al Palazzo va in scena anche una sorta di Hyde Park con un contestatore di Di Pietro che improvvisa un comizio: "Ha creato il partito dell'Italia dei valori - dice l'uomo, - ma quali valori vuol trasmettere". Dopo 5 minuti di comizio ripreso anche questo da decine di telecamere decide di andare via e un passante commenta: "Ma non era meglio tenere aperti ancora i manicomi?".

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