"I nomi che farò oggi sono di persone capaci di tutto. Sono loro che dirigono la politica e cercheranno di togliermi di mezzo": Esordisce così il pentito messinese Carmelo D'amico, teste al processo sulla trattativa Stato-mafia a Palermo.

Il collaboratore di giustizia sta rispondendo alle domande del pm Nino Di Matteo.

Il pentito messinese, ex capo provinciale di Cosa Nostra, è sottoposto al programma di protezione, ma ha detto di temere per la propria vita e per quella dei suoi familiari che, ancora, non sono stati trasferiti in località protetta.

D'Amico, che si è autoaccusato di una trentina di omicidi e ha parlato di un progetto di attentato a Di Matteo, ha anche rivelato di essersi pentito dopo la scomunica dei mafiosi di Papa Francesco.

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