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Italia: proposta Berlusconi, Bersani, arriva fuori tempo massimo

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 febbraio 2011 - 07:59
(Keystone-ATS)

Il presidente del Consiglio italiano non è in condizione di aprire una fase nuova: ne è anzi l'impedimento. "Nessuna partita si può giocare a tempo scaduto". Così, in una lettera al "Corriere della Sera", il segretario del Partito democratico (Pd), Pier Luigi Bersani, spiega il suo "no" alla proposta di Silvio Berlusconi di un patto per la crescita, sottolineando che ormai "il Paese non gli chiede più un programma, gli chiede un gesto", quello di "farsi da parte".

Se la proposta di Berlusconi "è un astuto diversivo per parlare d'altro - chiarisce Bersani - mostra di essere davvero tempestiva, se è sincera, suona singolarmente estemporanea. Ma abbiamo imparato a nostre spese che Berlusconi ama gettare ponti quando è in difficoltà per abbatterli un minuto dopo".

Per Bersani, peraltro, rivolgersi a lui come persona "sensibile" al tema delle liberalizzazioni è "umorismo un po' macabro", fatto da chi "ha testardamente osteggiato tutto questo, ha affidato la riforma delle professioni agli ordini professionali, detiene personalmente posizioni dominanti in gangli vitali della vita civile".

L'ottimismo del Cavaliere può venire solo "dalla verità e dall'avvio di una riscossa, non dalla retorica oppiacea dei cieli azzurri che ha paralizzato il paese". Ed è proprio "una scossa riformatrice" che il Pd, dopo "un anno di lavoro" da "forza di governo temporaneamente all'opposizione" è pronto a proporre, guardando insieme a "democrazia ed economia", perché "quello che serve in modo ineludibile è che chi ha di più dia di più, uno sforzo collettivo in cui la riduzione delle disuguaglianze sia il motore della crescita".

Se il premier cederà il passo, "tutti dovrebbero garantire, ciascuno nel suo ruolo, senso di responsabilità e impegno". Se così non sarà, il Pd proporrà il nuovo progetto per l'Italia a tutte le opposizioni, chiedendo di "impegnarsi generosamente non 'contro', ma 'oltre' in una operazione comune di ricostruzione delle regole del gioco e del patto sociale, capace di suscitare, in un Paese sconfortato, un'idea di futuro".

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