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Italia: sale il Mose dalla laguna, Venezia "separata" dal mare

Le paratie protettive mentre si stanno alzando. KEYSTONE/EPA/ANDREA MEROLA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 10 luglio 2020 - 18:51
(Keystone-ATS)

Più di un chilometro e mezzo di paratoie per separare il mare dalla laguna: il Mose, il sistema di 78 "scudi" mobili destinati ad evitare le maree che hanno travolto più volte Venezia, ha avuto oggi il primo test ufficiale davanti al premier italiano Giuseppe Conte.

Proprio il presidente del Consiglio, insieme al progettista Alberto Scotti, ha premuto il 'bottone' che ha messo in moto la maxi opera idraulica dalla sala di controllo sull'isola artificiale che divide la Bocca di Porto del Lido. "La prova è perfettamente riuscita", ha detto Scotti dopo 90 minuti dall'avvio del sollevamento delle paratoie.

E che il Mose funziona lo hanno certificato anche i 'guardiani' della laguna, ovvero gli esperti del Centro maree di Venezia i cui strumenti, intorno alle 12.30, quando tutte e tre le bocche di porto erano chiuse dalle paratoie, hanno riscontrato uno scarto di oltre 30 centimetri tra la laguna e il mare.

A regime serviranno 30 minuti per 'cinturare' la città dalla forza dell'acqua. Evitando che si ripeta il disastro del 12 novembre scorso quando la marea, salita sino a 187 centimetri, lasciò alle spalle danni e distruzione.

Ora che il sistema ha dimostrato ciò che per decenni era rimasto solo sulla carta, il governo di Roma vuole accelerare il passo verso il completamento del 2021. "Di fronte all'ultimo miglio - ha detto il premier Conte - la politica si assume le proprie responsabilità e decide che con un ulteriore sforzo finanziario si completi e si augura che funzioni".

Con oggi, in ogni caso, la battaglia contro l'acqua alta non può dirsi conclusa. Il Mose non è infatti finito: ci sono ancora 18 mesi di lavori e test, seguiti dal collaudo tecnico e da alcuni anni di rodaggio.

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