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ROMA - Oggi i giornalisti del "Corriere della Sera" sono in sciopero e il quotidiano italiano domani non sarà in edicola. Lo annuncia un comunicato del comitato di redazione pubblicato sul sito della testata, corriere.it, che oggi non sarà aggiornato.
"L'assemblea della redazione - spiega il comitato - è arrivata ad approvare questa estrema misura di protesta unitamente ad un pacchetto di sei giorni di sciopero a causa del progressivo deterioramento dei rapporti con la direzione del giornale. I redattori del 'Corriere' hanno affrontato la crisi economica che coinvolge anche la nostra testata accettando sacrifici economici e tagli agli organici. La trattativa (senza scioperi) si è conclusa con un accordo tra redazione e Rcs Quotidiani, approvato a larghissima maggioranza con un referendum redazionale e ratificato al ministero del Lavoro, che tiene fermo il principio della libera scelta dei singoli".
In quella fase, ricorda il comitati, il direttore Ferruccio de Bortoli garantì che il piano di ristrutturazione aziendale e il piano editoriale non sarebbero stati fatti "sulla base di atti impositivi". Ma dopo sei mesi il direttore "ha scritto di vedersi costretto 'a venire meno alla prassi interna che prevede l'assenso obbligatorio degli interessati alla richiesta di spostamento' da una redazione all'altra. Un'inversione di campo e un venir meno agli impegni presi - si legge - che appare preoccupante". Ieri, sottolinea il comitato di redazione, "gli ultimi due episodi, altrettanto gravi". La direzione ha annunciato "l'improvvisa sostituzione di un capo redattore portandone uno dall'esterno" e "la nomina di un collega a guida della struttura denominata CorriereTv e lo sviluppo di nuove piattaforme di distribuzione dell'informazione (iPad, iPhone, Smartphone). Tutte iniziative a marchio 'Corriere', che dovrebbero avere la garanzia dell'informazione del 'Corriere e' della sua redazione, ma che sono partite con il contributo di strutture esterne senza essere mai state neppure presentate ai giornalisti".
L'assemblea chiede alla direzione di "riprendere quel percorso virtuoso e coerente che è fondamentale nella gestione dello stato di crisi".

SDA-ATS