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ROMA - Conto alla rovescia per lo scudo fiscale italiano. Scade il 30 aprile l'ultimo termine per coloro che vogliono regolarizzare capitali illegalmente detenuti all'estero. Gli ultimi ad usufruire di questa possibilità dovranno pagare un'imposta sostitutiva del 7% contro il 6% di coloro che hanno sfruttato lo scudo tra gennaio e febbraio e il 5% di chi ha approfittato dello scudo ter che si è concluso a metà dicembre dello scorso anno e che ha portato capitali per 95 miliardi di euro.
La possibilità di scudare i capitali non ha rallentato da parte dell'amministrazione finanziaria la lotta all'evasione fiscale internazionale che, anzi, è stata intensificata, e che negli ultimi giorni ha visto l'apertura di un altro possibile capitolo, con la lista dei potenziali evasori con conto sulla filiale svizzera della Hsbc. Lista attesa dalla Procura di Torino da parte dei magistrati francesi.
La riapertura dei termini per lo scudo fiscale sta riguardando soprattutto i grandi patrimoni e i beni immobiliari, operazioni più difficili da portare a termine e che per questo sono attese all'ultimo momento. In pratica, il grosso del lavoro degli intermediari riguarderebbe in questo momento soprattutto il rimpatrio giuridico di ville, detenute soprattutto a Montecarlo o in Svizzera. Per completare le operazioni più complesse comunque ci sarà tempo fino al 31 dicembre, fermo restando il pagamento dell'imposta sostitutiva entro il 30 aprile.
Gli operatori del settore, che stanno gestendo in queste settimane le operazioni di rimpatrio, prevedono che i nuovi quattro mesi di scudo (gennaio-aprile) porteranno a rientri di capitali per 15-20 miliardi di euro.

SDA-ATS