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Italia: sequestrati preziosi per 129 milioni euro, 61 in Svizzera

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 ottobre 2014 - 11:53
(Keystone-ATS)

La Guardia di Finanza di Torino ha sequestrato pietre preziose per un valore stimato in 129 milioni di euro nell'ambito di indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ivrea, nei confronti di un'organizzazione criminale dedita a contrabbando, riciclaggio, ricettazione e trasferimento fraudolento di valori all'estero. Otto le persone indagate. La Compagnia di Ivrea ha avviato le indagini a seguito della scoperta di ingenti esportazioni di pietre preziose in Svizzera operata da due italiani.

Un primo lotto di preziosi esportati, per un valore stimato di circa 61 milioni di euro, non risultando legittimamente detenuto da G.M 55 anni, originario di Cerignola (FG), e da D.B. 67 anni, originaria di Torino, è stato sequestrato in territorio svizzero, con la collaborazione delle autorità doganali elvetiche, hanno indicato stamane gli inquirenti.

Secondo le indagini l'organizzazione criminale importava ingenti quantità di pietre preziose direttamente dai luoghi di estrazione, attraverso l'ausilio di soggetti asiatici, in violazione delle norme in materia doganale.

Le pietre così ottenute, venivano catalogate e periziate nel territorio italiano a cura di un faccendiere ed un gemmologo compiacente e quindi esportate, con l'ausilio di presunti broker e consulenti aziendali, da soggetti "prestanome" al fine di essere depositati presso istituti bancari esteri.

I rubini, gli smeraldi e gli zaffiri venivano utilizzati da soggetti formalmente estranei al proprietario, quali garanzie reali per l'ottenimento di linee di credito, anche attraverso la presentazione di progetti edili in realtà mai realizzati. Le somme così percepite, venivano reimpiegate in attività finanziarie ad alta remuneratività in Paesi a fiscalità privilegiata.

Altre pietre preziose, del valore di circa 68 milioni di euro, che stavano per essere smistate tra Malta e la Svizzera, sono state sequestrate lunedì dai finanzieri. Sequestrati anche tablet, pc e altra documentazione. In tre cassaforte le Fiamme Gialle hanno trovato anche 35 statuette, una sezione di un corno di elefante e due collane interamente di avorio, importate e detenute in violazione della convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione.

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