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Cambiano le black list italiane dei "paradisi fiscali". Il ministero dell'economia italiano ne ha ridisegnate due. Dalla prima, sulla indeducibilità dei costi fiscali, escono 21 Paesi, ma non la Svizzera. Dalla seconda escono solo Filippine, Malesia e Singapore.

I decreti sono stati firmati dal ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan, e - spiega il ministero dell'economia - danno attuazione alle disposizioni contenute nella legge di stabilità 2015, che hanno modificato i criteri previsti per l'elaborazione di tali liste con l'obiettivo di favorire l'attività economica e commerciale transfrontaliera delle imprese della Penisola.

Per la definizione della black list sulla "indeducibilità dei costi" (relativi a transazioni effettuate con giurisdizioni estere) si è tenuto conto della mancanza di un adeguato scambio di informazioni con l'Italia. È stato eliminato il criterio relativo al livello adeguato di tassazione.

Sono così usciti 21 Paesi per i quali è in vigore un accordo bilaterale di scambio di informazioni: Alderney (Isole del Canale), Anguilla, ex Antille Olandesi, Aruba, Belize, Bermuda, Costarica, Emirati Arabi Uniti, Filippine, Gibilterra, Guernsey (Isole del Canale), Herm (Isole del Canale), Isola di Man, Isole Cayman, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini britanniche, Jersey (Isole del Canale), Malesia, Mauritius, Montserrat, Singapore. Rimangono invece nella "lista nera" la Svizzera, Hong Kong, il Liechtenstein, le Maldive e le Seychelles.

In materia di Controlled Foreign Companies (CFC), la black list è invece stilata in base ai due criteri dello scambio di informazioni e del livello di tassazione, che non può essere inferiore al 50% di quello italiano. In questo caso vengono eliminati dalla "black list CFC":Filippine, Malesia e Singapore.

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SDA-ATS