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Italia: ucciso a Capodanno, killer nullatenente, spese alla vittima

Rimase ucciso, a 24 anni, di un colpo di pistola esploso dalla figlia di un boss dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Ma l'assassina è nullatenente e ad accollarsi le spese processuali di 17'000 euro sarà essere la famiglia della vittima. KEYSTONE/EPA ANSA/CIRO FUSCO sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 21 settembre 2020 - 14:36
(Keystone-ATS)

Rimase ucciso, a 24 anni, da un colpo di pistola esploso a Capodanno dalla figlia di un boss dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Ma l'assassina è nullatenente e ad accollarsi le spese processuali, quasi 17'000 euro, dovrà essere la famiglia della vittima.

A rendere nota la storia è l'avvocato Angelo Pisani, presidente di NoiConsumatori. La cartella esattoriale, con richiesta perentoria di 18.600,89 euro, è stata addebitata oggi alla famiglia Sarpa che ha un'unica colpa - affermano gli avvocati - "essersi costituita parte civile nel processo contro Emanuela Terracciano, all'epoca 22enne, figlia del defunto boss Salvatore detto "'o Niron" , condannata nel procedimento penale in via definitiva a 8 anni di reclusione, al risarcimento in sede civile di oltre 626'000 euro e al pagamento delle spese processuali.

"Ma è nullatenente - fa sapere Angelo Pisani - e a rispondere in solido ora è la famiglia". Pisani spera in un intervento del Presidente della Repubblica e in una revisione della normativa anche fiscale che, sottolinea, "si sta rivelando una beffa per le vittime della criminalità".

Inizialmente si pensò che Nicola Sarpa fosse stato vittima del modo di festeggiare il Capodanno. Successivamente venne fuori che invece quei colpi di pistola erano stati esplosi contro un presunto rivale. A farne le spese fu quel giovane di 24 anni, affacciato al balcone.

"Di questo passo - sottolinea Angelo Pisani - le vittime le vittime non denunceranno più i propri carnefici, che sono sempre nullatenenti".

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