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Un'immagine simbolica mostra la stazione Centrale di Milano (foto d'archivio).

KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

È di tre feriti il bilancio dell'aggressione avvenuta ieri sera all'interno della stazione Centrale di Milano, dove un 20enne italiano di origini nordafricane ha accoltellato un agente della Polfer e due militari dell'esercito durante un normale controllo documenti.

Non sarebbe terrorismo ma criminalità comune. Non ci sono dichiarazioni ufficiali ma dalla questura di Milano tendono a escludere la matrice terroristica. Il giovane è stato arrestato, i feriti trasportati in ospedale in condizioni non gravi.

L'agente semplice, di circa 35 anni, è stato accompagnato al Fatebenefratelli con un taglio al braccio, il caporalmaggiore e il soldato semplice entrambi al Sacco. Il primo, di 30 anni, ha un taglio alla clavicola destra, il militare semplice di 20 anni è stato colpito alla gola. Quest'ultimo sarebbe stato il primo raggiunto dai fendenti dell'aggressore, che addosso aveva due coltelli da cucina (ma ne ha usato soltanto uno).

I tre erano in servizio in pattuglia mista. Alle 20 hanno notato il ragazzo all'altezza del mezzanino, di fronte al bar Segafredo. L'agente lo conosceva di vista perché frequenta la stazione e proprio lì, nel dicembre scorso, è stato arrestato per spaccio. I tre gli hanno chiesto i documenti e il 20enne si è scagliato immediatamente contro di loro senza proferire frasi degne di nota. La colluttazione è stata brevissima e l'uomo è stato poi bloccato da altri poliziotti arrivati in supporto. Inizialmente ha finto un malore ma il medico che lo ha soccorso ha escluso patologie o ferite.

Il caso è stato affidato alla Divisione investigazioni generali e operazioni speciali (Digos) che sta eseguendo approfonditi accertamenti sull'identità del 20enne e sui suoi legami.

SDA-ATS

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