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Italia:Lampedusa, tempesta dopo la quiete

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 aprile 2011 - 20:47
(Keystone-ATS)

La tempesta dopo la quiete. A Lampedusa la tregua non ha retto: già ieri sera, mentre l'isola assaporava i primi sorsi di normalità, tre barconi sono arrivati in porto nel giro di un paio d'ore.

E nella calma piatta di stamane una carretta con 400 a bordo è scivolata fino a spiaggiarsi a Cala Croce: uno sciame di extracomunitari si è sparso per le contrade dell'isola, dove i carabinieri l'hanno bloccato.

La parziale novità consiste nel fatto che arrivavano dalla Libia, rotta molto frequentata fino al 2008 e poi ripresa con gli sporadici arrivi delle scorse settimane. Gli operatori umanitari si sono dovuti barcamenare in una babele di lingue: gli immigrati sono somali, eritrei, etiopi, nigeriani, burkinabè, ghanesi, maliani, pakistani, bengalesi, gambiani e si aggiungono ai tunisini arrivati oggi e a quelli che da giorni o settimane sono ricoverati nel centro d'accoglienza. Il numero fa 1.500 o poco più, cifra a cui la giornata di oggi ha dato un notevole contributo.

Quelle compiute dalla macchina dei trasferimenti sembrano le fatiche di Sisifo: se quattromila migranti sono andati via in tre giorni, lasciandone circa 600 nel centro d'accoglienza, oggi ne sono arrivati 917.

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