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"La Turchia avrebbe reagito diversamente se avesse saputo che l'aereo era russo". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sul jet abbattuto martedì dai caccia di Ankara al confine con la Siria.

"Se avessimo saputo che era un aereo russo, forse ci sarebbero stati degli avvertimenti di natura un po' differente, e si sarebbe forse potuta impedire in modo diverso questa violazione dello spazio aereo", ha spiegato Erdogan in un'intervista a France 24.

Il presidente russo Vladimir Putin non ha risposto alle telefonate dopo l'abbattimento del jet russo, ha rivelato lo stesso Erdogan a France 24, criticando Putin per questo comportamento.

"Penso che se c'è una parte che deve scusarsi, non siamo noi. Deve scusarsi chi ha violato il nostro spazio aereo. I nostri piloti e le forze armate hanno semplicemente fatto il loro dovere", ha detto in precedenza il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in un'intervista alla Cnn.

Erdogan, da più parti accusato di sostenere militarmente e finanziariamente i jihadisti ha poi affermato: "Non c'è quasi nessun Paese a parte la Turchia che combatte seriamente contro l'organizzazione chiamata Daesh", cioè l'Isis.

"Quelli che dicono che noi compriamo il petrolio da Daesh (l'Isis, ndr) devono provarlo", ha detto in giornata il presidente turco, citato dall'agenzia Anadolu, dopo le accuse giunte da Mosca.

"La Russia non sta combattendo davvero l'Isis in Siria, sta uccidendo turcomanni e siriani a Latakia", ha aggiunto Erdogan.

Il presidente turco, sempre secondo l'agenzia di stampa statale Anadolu, aveva in un primo momento cercato di smorzare i toni dicendo: "Non abbiamo alcun motivo per attaccare la Russia, con cui abbiamo relazioni forti. La partnership strategica della Turchia con la Russia ha bisogno di solidarietà, non di minacce".

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SDA-ATS