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Le scuse della Turchia, un processo per i responsabili dell'abbattimento del bombardiere Su-24 e della morte dei due soldati russi e una compensazione per i danni subiti da Mosca.

Sono queste le tre condizioni poste dalla Russia e rivelate dal suo ambasciatore ad Ankara, Andrey Karlov, per superare la crisi seguita all'abbattimento del jet al confine con la Siria.

Secondo Karlov, inoltre, l'assassino del pilota del jet, che si era catapultato fuori, "non è un cittadino siriano ma un cittadino turco". È Alparslan Celik che ha sparato al nostro pilota. È andato davanti alle telecamere a parlare, e poi ha mostrato una parte del paracadute. Parlava con facilità il turco", ha detto Karlov in un'intervista al quotidiano Cumhuriyet.

Celik, presentatosi come vicecomandante della seconda brigata della costa, forza turcomanna inquadrata nell'Esercito siriano libero, poco dopo l'abbattimento del jet aveva dichiarato di aver sparato a entrambi i piloti e di avere i loro corpi. Un secondo pilota del jet era invece riuscito a salvarsi. "Se le nostre aspettative non saranno soddisfatte, gli altri annunci della Turchia non pagheranno", ha aggiunto Karlov, riferendosi all'approccio "in favore del dialogo" dichiarato dal governo di Ankara.

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SDA-ATS