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Secondo Jean-Paul Rouiller, esperto elvetico di terrorismo, un vivaio jihadista si sta creando in Svizzera.

KEYSTONE/EPA/MOHAMMED SABER

(sda-ats)

"Un vivaio jihadista si sta creando in Svizzera": a lanciare l'avvertimento è Jean-Paul Rouiller, esperto elvetico di terrorismo presso il Geneva Centre for Security Policy (GCSP), in un'intervista pubblicata oggi dalla "Tribune de Genève".

"La novità, è che non subiamo più un jihadismo importato", il jihadismo elvetico odierno "non è più esogeno, ma endogeno", "è composto di persone che sono cresciute in Svizzera", afferma il 50nne vallesano, che ha alle spalle una carriera nell'antiterrorismo dei servizi segreti svizzeri e dell'Ufficio federale di polizia (Fedpol).

A suo avviso, il Paese si appresta a entrare "in un'altra dinamica", già "vissuta da altri paesi europei". Facendo riferimento ai recentissimi arresti di sospetti terroristi islamici in Romandia e ai militanti della 'guerra santa' islamica già condannati in Svizzera, Rouiller afferma: "Questi giovani condannati non resteranno venti anni in carcere. Alcuni vedranno la luce alla fine del tunnel, altri no e prepareranno il seguito".

L'esperto rileva che fino a questi ultimi anni la Svizzera era ancora considerata dai servizi di sicurezza esteri "come la coda della cometa" del terrorismo islamista, "perché gli attori si limitavano a passare da noi". Ora non è più così. "Ciò che sta cambiando - aggiunge - è che attori centrali del jihadismo sono fra noi e che hanno connessioni con l'estero. La Svizzera sta assumendo una statura differente".

Secondo i dati ufficiali 88 persone hanno lasciato la Svizzera per raggiungere una zona di combattimenti. Rouiller pensa che siano un centinaio. Calcolando che ogni jihadista può contare sull'appoggio logistico o finanziario di 5-10 persone, come amici o famigliari, a suo avviso 1000 persone potrebbero essere "implicate, da vicino o da lontano" nel jihadismo elvetico.

Secondo Rouiller, in materia di lotta al terrorismo, la Svizzera rimane "il parente povero d'Europa", nonostante la nuova legge sui servizi segreti e le misure proposte dal Consiglio federale per inasprire le norme in materia del Codice penale. A suo avviso "ci vuole una legge sul terrorismo, come in altri paesi europei".

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SDA-ATS