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Julius Bär ha realizzato nel primo semestre dell'anno un utile netto rettificato di 221 milioni di franchi, in crescita del 13%. Escludendo un pagamento nel 2011 legato a una vertenza fiscale in Germania, il risultato è in calo dell'11%. Lo ha indicato oggi la banca privata, annunciando nel contempo una cooperazione strategica con la Bank of China.

A fine giugno, i fondi in gestione hanno raggiunto un nuovo record: 179 miliardi di franchi, pari a un aumento del 5% o di 8,5 miliardi rispetto a fine dicembre 2011. L'afflusso netto ammonta a 5,5 miliardi, pari a un tasso di crescita del 6,4% su base annualizzata. Gli analisti interrogati dalla Reuters avevano previsto un afflusso di 5,2 miliardi e un utile netto di 202 milioni.

La raccolta netta ha beneficiato dei robusti contributi dei mercati emergenti e delle attività locali di private banking in Germania, cui si è aggiunto il "modesto apporto" delle operazioni transfrontaliere in Europa e del mercato elvetico. "La strategia di crescita di Julius Bär ha trovato solida continuità nella prima metà del 2012, come conferma il dato molto positivo sulla raccolta netta di nuovi fondi", afferma il Ceo della banca Boris Collardi, citato in una nota.

I proventi netti da operazioni in commissione e prestazioni di servizio hanno subito una flessione del 5% a 471 milioni di franchi, risentendo della diminuzione del volume di transazioni su titoli della clientela. Gli introiti da operazioni su interesse sono cresciuti del 2% a 323 milioni. I ricavi delle operazioni di negoziazione si sono invece ridotti del 39% a 52 milioni di franchi. I costi d'esercizio sono in calo dell'11% a 597 milioni (-1% escludendo il pagamento in Germania di 51 milioni di franchi). Il numero dei dipendenti è in flessione dell'1% a 3649.

Nel comunicato sui risultati semestrali, Julius Bär rileva di non presentare alcuna esposizione di tesoreria nei confronti di emittenti greci, portoghesi, spagnoli o irlandesi, mentre l'impegno in titoli del debito sovrano italiano è definito marginale.

La banca privata zurighese rafforza intanto la sua presenza in Cina, grazie a un accordo di collaborazione strategica con la Bank of China (BOC). In particolare la BOC - si legge in una nota - raccomanderà ai propri clienti che chiedono servizi di gestione patrimoniale internazionale al di fuori della Cina di rivolgersi alla Julius Bär. Come contropartita ai clienti della Julius Bär saranno consigliati servizi della BOC. I due partner prevedono anche di cooperare nella distribuzione di prodotti e nell'analisi dei mercati finanziari. Infine la succursale svizzera della BOC sarà integrata nella Bär. Finora la banca zurighese era attiva nella Repubblica popolare solo con una rappresentanza.

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SDA-ATS