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VARSAVIA - Il capo dell'aeronautica militare Andrzej Blasik era nella cabina di pilotaggio del Tupolev 154 al momento della sciagura il 10 aprile a Smolensk, in Russia, nella quale hanno perso la vita il presidente polacco Lech Kaczynski e la moglie Maria assieme ad altri 94 alti funzionari dello Stato.
Lo ha rivelato ieri sera alla Tvn Edmund Klich, rappresentante del governo polacco nella commissione russa che indaga sull'incidente. Klich ha precisato che dalle registrazioni della scatola nera risulta che Blasik è entrato nella cabina pochi minuti prima della sciagura e vi è rimasto fino alla fine.
Il generale però, secondo Klich, non avrebbe fatto pressioni sui piloti per costringerli ad atterrare nonostante la fitta nebbia che riduceva drammaticamente la visibilità. Ha aggiunto tuttavia che la sola presenza di Blasik, morto anche lui nella sciagura, potrebbe aver creato un certo disagio e condizionato le decisioni dei piloti.
Klich ha inoltre spiegato che 14 minuti prima della sciagura, prima che entrasse Blasik, nella cabina è comparsa anche un'altra persona che per ora non è stata identificata. Pochi minuti prima della visita di questa persona, che si interessava se sarebbe stato rispettato l'orario di arrivo a Smolensk, i piloti sono stati contattati due volte dai funzionari della torre di controllo dell'aeroporto che sconsigliavano l'atterraggio. Secondo Klich, è certo che questa informazione era stata riferita dai piloti ai collaboratori del presidente Kaczynski.
Quel giorno Kaczynski avrebbe dovuto partecipare nella vicina Katyn alla commemorazione della strage dei 22'000 ufficiali polacchi trucidati nel 1940 dagli agenti della polizia segreta sovietica Nkwd su ordine di Stalin.
Il ministro degli interni polacco Jerzy Miller ha annunciato intanto che lunedì sarà a Mosca dove gli sarà consegnata una copia delle registrazioni della scatola nera.

SDA-ATS